Susanna

Susanna

Mi chiamo Susanna, creo gioielli e oggetti per la casa in ceramica ispirati dalla mia terra, la Sardegna e svolgo percorsi con la ceramica per aiutarti a sviluppare l’intuito e l’autostima.
Credo nell’amore per se stessi, nel potere che ognuno di noi ha di cambiare il proprio presente.
Dal mio lavoro puoi aspettarti sicuramente di essere accompagnata/o da una persona positiva, incoraggiante e consapevole dei risultati che possiamo ottenere.

Affidarsi ai miei percorsi significa decidere di prendersi cura di se stessi, sondare la propria anima alla ricerca di ciò che ci muove, ci attiva, per essere più felici, più consapevoli di ciò che siamo e che vogliamo diventare.
Sogno una società più sana, che ricordi cosa sia l’amore,  che rispetti la vita e il nostro pianeta.
L’arte è il mezzo che mi appartiene e attraverso l’arte cerco di dare il mio contributo per rendere il mondo un posto migliore.

La mia storia

Sono nata e cresciuta in un posto di incredibile bellezza come la Sardegna. Qui tutto si può guardare da un punto di vista privilegiato, si è a stretto contatto con la forza nascosta e potente della natura. In Sardegna infatti la natura prevale su tutto e nascere qui per me è stata una fortuna meravigliosa.
Ho assaporato fin da piccola ogni dettaglio del fondale marino,  l’odore della salsedine che arriva sulla costa durante i giorni di maestrale. La spiaggia d’inverno, l’umidità, l’odore della macchia mediterranea bagnata dalla pioggia.
Sugli scogli ancora, l’odore delle lumachine, delle alghe e di tutta la vita del mare.
Sul fondale i pesci che nuotano silenziosi e brillano di mille riflessi.
La notte cieli stellati come una finestra sull’universo regalano tutta la spiritualità di un luogo magico.
Poi ho avuto dei genitori che fin da piccola mi hanno portata in mezzo alla natura ed è grazie a loro che ho assaporato tutto con la giusta lentezza dell’infanzia.
In questo scenario bucolico e a tratti surreale per chi è abituato alla vita urbana prende origine l’arte che porto sui miei gioielli e sui prodotti per la casa. Un bisogno fortissimo di dare voce a queste bellissime esperienze che riecheggiano ancora nei miei ricordi.

A quattordici anni frequento a Iglesias il Liceo Artistico della città dove apprendo le basi di tecniche pittoriche e scultoree. Ma c’è un dettaglio importante nella mia formazione che devo a mio padre: lui infatti, all’epoca operaio in una fornace di mattoni, crea da autodidatta sculture di ogni genere e materiale per poi arrivare ad approcciarsi e sperimentare con la ceramica. Per cui cresco con le mani in pasta fin da bambina. E oltre a questo mi trasmette una grande flessibilità progettuale e mentale che mi permetterà di approcciarmi ai progetti con la convinzione che tutto possa essere realizzato.
A diciannove anni poi spinta da una grande volontà di scoprire il mondo e di realizzarmi come donna sono partita per studiare al Politecnico di Milano Design dell’arredo ma nel distaccamento di Como. 
Gli anni a Como sono stati di grande formazione non solo per l’università ma anche per comprendere una cultura molto diversa da quella sarda. 
Mi laureo nel 2011 e nel 2013 dopo varie esperienze lavorative nel mondo della grafica milanese creo Peralia.

Nel 2020 durante la pandemia di Covid19 ho vissuto un grande momento di cambiamento interiore che mi ha spinta a prendere la decisione dopo 14 anni vissuti in Lombardia di tornare a vivere nella mia amata Sardegna.
E adesso vivo a Cagliari con il mio compagno e il mio gatto, un cambiamento enorme che però sentivo di dover fare con tutta me stessa e che mi ha finalmente riallineata con i miei desideri più profondi.

Dal 2018 al 2021 ho frequentato la Scuola di alta formazione in Arteterapia clinica modello botteghe d’arte dove sono diventata Arteterapeuta.

L’Arteterapia

Ho incontrato l’arteterapia nel gennaio del 2018 a Milano quando ho iniziato il volontariato presso la Fondazione Lene Thun, erano anni che volevo iniziare un percorso di volontariato ma fino a quel momento non ne avevo avuto il coraggio.
Quel volontariato era perfetto per me perchè era coinvolto il mio materiale, l’argilla, infatti quello che la fondazione fa è di portare nelle pediatrie degli ospedali italiani dei laboratori di ceramica.
Prima di quel momento non avevo idea di che cosa fosse l’Arteterapia ed effettivamente è una pratica che si conosce appieno solo svolgendola. Durante i primi turni ho capito subito che quello che chiamavano Arteterapia mi veniva naturale, nulla mi era mai venuto così naturale, nonostante fossi inesperta il mio intuito si era come risvegliato e sapevo come agire, mi ritrovavo ad agire senza la barriera del pensiero eccessivo.
Non solo, in quell’occasione ho scoperto anche di essere più forte di ciò che pensavo perchè purtroppo le situazioni che incontravamo in ospedale erano davvero molto tristi, eravamo all’Istituto dei Tumori e lì ho imparato molto sulla vita, sulla malattia e sul dolore.
Dentro di me avevo trovato la chiave per stare in mezzo a tutto questo senza lasciarmi travolgere, l’unica cosa che mi interessava quando mettevo la mia divisa con l’orsacchiotto era di essere utile, di essere allegra e di sorridere.
Lo dovevo a quei bambini, ad un certo punto davanti alle loro manine  e alla loro voglia di vivere le mie paure apparivano così ridicole.

Nel giro di poche settimane avevo trovato quella che poi diventò la mia scuola, e nove mesi dopo stavo cominciando il mio percorso da arteterapeuta alla Scuola di Artiterapie MBA di Milano. Ho scelto questa scuola seguendo totalmente il mio intuito, le rette delle scuole di specializzazione non sono basse per cui mi sono lanciata totalmente con fiducia, dentro di me sapevo che sarei riuscita a lavorare, studiare e pagarmi la scuola. E infatti così è stato.
La mia scuola è immersa nel parco dell’Ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano, le mie docenti hanno vissuto in prima linea la chiusura dell’ex manicomio negli anni novanta. E’ un luogo ricco di storia che puoi sentire echeggiare tra i corridoi e nel parco. Un luogo che ha visto molta sofferenza.
La scuola è una costola nata dal centro diurno che ospita le attività di Arteterapia dei pazienti con disagio psichico dell’Ospedale Niguarda dove ho avuto il privilegio di fare il mio tirocinio conducendo anche una bottega di ceramica.
All’ingresso del parco svetta la scritta che allinea subito le cose “DA VICINO NESSUNO E’ NORMALE”, ho vissuto gli ultimi quattro anni della mia vita immersa nello studio e nell’osservazione della malattia mentale e c’è ancora tanto da fare per far capire bene il concetto di quel cartello, nella psichiatria le cose sono cambiate molto recentemente, se pensiamo che ancora negli anni novanta esistevano i manicomi. Attualmente l’approccio di cura segue il concetto che non esiste nessuno perfettamente sano mentalmente, è più corretto affermare che in una scala che va da zero a cento lo zero non appartiene a nessuno.
L’essere umano è complesso, è fatto di strati e strati di esperienze accumulate, alcune positive, alcune negative, c’è chi ne ha accumulate di più negative e allora i più fortunati si adoperano per aiutare i meno fortunati.
Ma non c’è nessun merito per questa fortuna, semplicemente è accaduto.
Gli psicoterapeuti e gli psichiatri sono coloro che dopo anni di studio  dedicano la loro vita ad aiutare gli altri, gli arteterapeuti invece sono dei facilitatori del processo di cura e possono lavorare da soli o in equipe per seguire al meglio la persona che ha bisogno di aiuto.
Ecco perchè l’arteterapia fa bene a tutti, è benefica per chi soffre d’ansia, di depressione ma anche per chi semplicemente sta vivendo un momento in cui si sente perso, dove deve ritrovarsi, ritrovare la sua forza vitale.

Io uso l’argilla per svolgere questo lavoro e avere un proprio materiale o disciplina di elezione è il modo migliore per essere davvero di aiuto. L’argilla mi permette di stare nell’elemento terra, nel radicamento, è un materiale antico, ancestrale che riporta tutti ad una dimensione primitiva. Il nostro punto di partenza da cui ricostruire un’anima che si è persa.
Vi starete chiedendo ma come fa l’arte a fare tutto questo? Non lo fa solo l’arte, lo fa l’arteterapeuta e il luogo in cui si svolge l’attività, lo fa l’attitudine del terapeuta, l’amore che riesce a donare nella relazione.

L’arteterapia è relazione.

Attualmente se vuoi partecipare ad un mio percorso quello disponibile è il Percorso di liberazione artistica, puoi entrare a farne parte quando vuoi salvo disponibilità dei posti. Dura dieci incontri  e in questo tempo ci prenderemo cura di te, insieme.

Sarà un viaggio ricco!

I gioielli e gli oggetti per la casa

E poi c’è il mio mondo di ceramiche dove produco le mie piccole collezioni artistiche, sono tirature davvero limitate, vero artigianato artistico. Perchè lo faccio? Perchè che l’arte cura l’ho provato sulla mia pelle e non mi separerò mai da lei, inoltre credo che per le persone che seguono i miei percorsi sia utilissimo rapportarsi con una vera maestra d’arte ed è importante che lei non sia frustrata, che pratichi tutti i giorni quello che cerca di passare agli altri.
Credo sia davvero un valore aggiunto, e al contrario non potrei vivere senza arteterapia perchè lei nutre la mia anima e ispira il mio lavoro con l’argilla.
E’ uno scambio e i due lavori si completano tra di loro.
Attualmente vendo le mie opere online e in quattro negozi fisici, due nel cuore di Milano, uno nel cuore di Bologna e uno nel cuore di Iglesias.
Realizzo le mie collezioni dal 2014 e lo faccio con grande passione e cura, i miei oggetti parlano del mio mondo interiore e il mio mondo interiore è fatto di questa terra, il mio inconscio legato indissolubilmente a quello dei miei antenati sardi. Quando lavoro l’argilla sto bene, mi piace osservare a lungo i colori per decidere quali usare, trovare nuove soluzioni ma soprattutto raccontare storie attraverso questi oggetti.
Storie di cieli stellati, piante succulente, pesci, boschi, onde che si infrangono sulle scogliere.

La maggior parte delle foto su questa pagina sono del bravissimo Riccardo Locci.